L’economia lodigiana in prospettiva storica

Nel cimentarsi a definire il Lodigiano attraverso i “modelli”  della sua economia, si corre il rischio (non nuovo) di  una interpretazione contrapposta: “Modello di agricoltura avanzata o depressa? Piccola provincia ben integrata nell’economia regionale o esempio di diversione della ricchezza e del lavoro da un’area debole verso l’area più forte? Realtà di arretratezza alle porte della capitale economica del Paese oppure caso di “transizione dolce”, senza le fratture proprie dell’industrializzazione, di prima, seconda o terza ondata?”.

Questi interrogativi dualistici (o rischi) sono bypassati nella ricostruzione (dall’Unità d’Italia agli anni Settanta, ma “con qualche incursione successiva”) dell’economia lodigiana fattane da Gianpiero Fumi, lodigiano, docente di storia economica all’Università Cattolica di Milano, autore del recente studio ’’L ’economia lodigiana in prospettiva storica. Percorsi e protagonisti. Analisi, osservazioni, approfondimenti e deduzioni sono supportati da una ricca elaborazione di dati confortata da importanti “fonti a stampa”, da offrire appropriata visione ai “percorsi tematici” attraverso cui l’Autore procede all’approfondimento del sistema produttivo locale dal punto di vista strutturale, allocativo delle risorse, occupazionale, della sua trasformazione e sviluppo e degli  “attori”  protagonisti. La pubblicazione, editata dalla Camera di Commercio di Lodi, come già quella di Francesco Samoré, si lega a filo rosso alla ricerca tracciata da Fumi nel 2003, nei Quaderni della Fondazione Bipielle Orizzonti e concretizza la metodologia delineata in “Nel solco del lavoro. Elementi per una storia dell’imprenditorialità nel Lodigiano (1861-1945)”.

Leggi l'intero articolo su "Il portale delle Camere di Commercio d'Italia"